Sei sempre in ritardo? Scopri il perché … e come rimediare

22/11/2019 Non attivi Di Paola G. Milizia

Poche cose infastidiscono quanto qualcuno che arriva sempre in ritardo. 

Si, il ritardo altrui è una cosa davvero antipatica, tanto da innervosire anche chi del ritardo è un habitué.

Qualcuno cronicamente in ritardo in pratica sta dicendo che il suo tempo è più importante di quello degli altri.

Rimanere in attesa è un’esperienza che non fa piacere a nessuno, perché nel migliore dei casi spreca tempo e nel peggiore indica mancanza di considerazione.

Essere in ritardo per un appuntamento o una scadenza può sembrare una cosa di poco conto, ma che in realtà ha molto da comunicare riguardo alla nostra personalità. 

Non stiamo parlando del ritardo occasionale, che può sempre capitare a chiunque, quanto piuttosto di quell’abitudine a non essere in orario, che dovrebbe spingerci a fare un po’ di introspezione per scoprirne il vero significato.

Il ritardo cronico può derivare dall’essere disorganizzato, o semplicemente dal mettere in agenda appuntamenti troppo ravvicinati. Ma a livello più profondo un’altra possibile ragione per essere in ritardo rispetto ad un appuntamento va ricercata nella scarsa o inesistente volontà di essere davvero lì dove dovremmo essere. Così presentarci fuori orario diventa il modo per comunicare il nostro disinteresse o il nostro disappunto. 

Talvolta il ritardo cronico può anche significare mancanza di rispetto e considerazione per noi stessi, come se ci reputassimo così poco importanti da far apparire la nostra presenza irrilevante.

Qualunque sia la ragione, se analizziamo e prendiamo coscienza del perché siamo sempre in ritardo, avremo l’opportunità di vivere una vita più consapevole. Una volta comprese le ragioni più profonde della nostra incapacità di presentarci in tempo, avremo la possibilità di comunicare ai nostri interlocutori, in modo chiaro, univoco e consapevole, come ci sentiamo veramente, piuttosto che mandare equivoci ed inconsci segnali di fumo attraverso il nostro ritardo.

Fondamentalmente gli psicologi distinguono i ritardatari in 3 categorie:

L’inconsapevole

Si tratta di una persona così incapace di padroneggiare il tempo tanto da diventarne schiavo. Solitamente ha una personalità un po’ infantile e la sua frase tipica è “Mi aspetti da molto? Scusami, non mi sono accorto di fare così tardi”.

Il ribelle 

È una persona che identifica la puntualità come una sorta di “obbligo sociale”. Al contrario dell’inconsapevole, non si sente neppure in dovere di scusarsi, perché è convinto che il suo sia un atto di libertà. 

Il disorganizzato

È una persona simpatica, ma incapace di programmare la propria vita. Pretende di fare troppe cose, che alla fine non riesce a portare a termine oppure si riduce all’ultimo momento. Gli psicologi in questi casi consigliano di preparare una tabella di tutti i propri impegni senza perdersi nei dettagli.

Il ritardatario, in generale, è uno che non sa dire di no. 

Se sta per uscire e lo chiama un amico, non si sente di dirgli che non ha tempo per lui e lo ascolta pazientemente, oppresso dall’inquietante tic tac delle lancette dell’orologio.
Il ritardatario, per sua natura, non possiede un’agenda, o se la possiede non la usa, ed è anche un po’ smemorato, non lo fa per cattiveria ma piuttosto spesso si dimentica le cose.

Il ritardatario è un sognatore, uno con la testa fra le nuvole a cui il tempo sfugge via come sabbia tra le dita.

Ma ecco il rimedio… Lo stratagemma dei 15 minuti!

Un consiglio utile per tutti i ritardatari, a prescindere da ogni motivazione psicologica, è tentare di raggirare questa inconscia tendenza al ritardo considerando 15 minuti di anticipo. Se l’appuntamento è alle 8, tu considera che sia alle 7 e 45 in modo che, se anche dovessi fare tardi, rientreresti comunque in un orario accettabile.

Infine, nel rapporto con l’orologio, così come il ritardo, anche l’anticipo la dice lunga sulla nostra personalità.

Per esempio, le persone che arrivano sempre in anticipo sono in genere, tipi precisi, ordinati e ben organizzati, ma, oltre che una buona abitudine, l’arrivare in anticipo può essere anche segno d’ansia e di bisogno di tenere tutto sotto controllo.

QUNIDI… OCCHIO ALLE LANCETTE!


Better three hours too soon, than one minute too late.
William Shakespeare