What is life?… la vita è un viaggio immutabilmente mutevole

22/10/2019 Non attivi Di Paola G. Milizia

Un giorno, distesa su di un prato a ad ascoltare il suono dell’acqua che scivolava leggera sulla terra, capii finalmente ciò che era proprio di tutte le cose, la loro immutabile mutevolezza. 

Questa forse è l’essenza della vita…

La sola costante della vita è la mutevolezza, così come per le stagioni.

Tutti noi cambiamo per tutta la vita provando cose nuove e diverse, ma il nucleo di chi siamo veramente rimane lo stesso.

Mentre come un’onda ondeggiamo e fluttuiamo con il flusso e riflusso della vita, i nostri ruoli cambiano, ma il nostro vero sé rimane costante. 

Nel corso della vita il nostro corpo si trasforma, il nostro modo di pensare cambia, ma il nostro spirito, il nostro sé più profondo, rimane sempre lo stesso. In quanto esseri spirituali che hanno esperienza umana, passiamo attraverso molti aspetti dell’umanità in una vita. 

Vivendo nel mondo materiale degli opposti, delle etichette e delle classificazioni, spesso ci identifichiamo con i ruoli che interpretiamo, dimenticando che questi aspetti cambiano continuamente durante il corso della nostra esistenza terrena.

Soltanto quando siamo ancorati alla verità del nostro essere, a quel nucleo di spirito dentro di noi, possiamo scegliere di abbracciare i nuovi ruoli così come vengono, sapendo che ci danno una nuova prospettiva sulla nostra vita e una maggiore comprensione della vita degli altri.

Non dovremmo mai identificarci con i ruoli che interpretiamo, sarebbe riduttivo. Ciascuno di noi è sempre qualche cosa in più rispetto al ruolo che sta interpretando.

Da bambini abbiamo spesso anticipato i cambiamenti di ruolo con impazienza nella nostra corsa alla crescita. 

Spesso le fiabe ci hanno portato a credere che “per sempre felici e contenti” fosse una destinazione finale, la meta della nostra esistenza. Ma la verità è che la vita è una serie di destinazioni, di semplici tappe di un lungo viaggio pieno di esperienze e circostanze diverse.

Dobbiamo imparare a celebrare il cambiamento per abbracciare l’avventura, così come celebriamo il mutare delle stagioni…perennemente immutabili nella loro mutevolezza.

Talvolta proviamo sentimenti di resistenza mentre passiamo da un ruolo all’altro o semplicemente da un luogo all’altro. Per questo può essere utile dire addio al ruolo che stiamo lasciando prima di accogliere quello nuovo. Questo infondo è lo scopo delle cerimonie nelle culture di tutto il mondo e nel tempo. 

La cerimonia rappresenta il modo per celebrare una trasformazione, un cambiamento e per abbracciare nuove avventure.

Come attori sul palcoscenico del mondo, i nostri diversi ruoli sono solo costumi che indossiamo e poi perdiamo. Il nostro vero, puro sé va oltre i ruoli che interpretiamo e non dovremmo mai identificarci con essi. 

Ogni ruolo che interpretiamo non è altro che il modo di vedere il mondo da una diversa prospettiva attraverso cui comprendere noi stessi e la natura dell’universo. 

Quando lasciamo andare la paura per l’ignoto possiamo finalmente vedere ogni cambiamento come un’avventura, una celebrazione e una possibilità di recitare una parte nuova.  Possiamo persino riprendere quell’atteggiamento gioioso e sbarazzino dell’infanzia quando passare da un ruolo all’altro era motivo di entusiasmo.

Il potere della meditazione

L’arte e la pratica della meditazione consiste proprio nell’andare oltre agli infiniti ruoli che possiamo incarnare per abbracciare la pura potenzialità dell’essere, al di là dello spazio e del tempo, al di là dei confini dell’insicurezza e del giudizio. In una vita in cui il cambiamento è la costante, la felicità è l’arte di saper abbracciare ruoli diversi che la vita ci offre senza mai farsi intrappolare. 

L’unica cosa immutabile della natura umana, è la sua mutevolezza. 

Oscar Wilde