Desire & Attachment… il paradosso di successo e felicità

18/09/2019 Non attivi Di Paola G. Milizia


Desiderare senza attaccamento, in modo disinteressato, con distacco, è il segreto per manifestare concretamente ciò che desideri…Maggiore è il tuo distacco verso ciò che desideri e più semplice e spontanea è la sua realizzazione! 

A prima vista potrà sembrare paradossale, ma la realtà funziona proprio così. È un equilibrio sottile, una linea di demarcazione quasi impalpabile ciò che distingue il desiderio dall’attaccamento.

All’inizio non è semplice cogliere il senso dell’uno privo dell’altro, poiché è proprio del pensare comune, ritenere che un sentimento di attaccamento sia connesso allo stesso atto del desiderare.

In passato, se qualcuno mi avesse chiesto se il desiderio e il distacco verso la sua stessa realizzazione potessero coesistere, avrei sicuramente risposto di default un bel No, immaginando l’attaccamento come una componente intrinseca del desiderare.

Chiaramente mi sbagliavo! Ero così accecata dal pregiudizio comune che le due cose dovessero andare per forza a braccetto, da non vedere quante volte invece avessi desiderato profondamente qualcosa senza però provare attaccamento e come alla fine proprio questi desideri fossero stati quelli a realizzarsi miracolosamente, in scioltezza.

L’illuminazione su come effettivamente funzionano le cose, su come il desiderare senza interesse possa condurre alla padronanza delle manifestazioni, mi è arrivata grazie alla lettura delle Sette Leggi Spirituali del Successo, di Deepak Chopra (https://www.amazon.it/Deepak-Chopra/e/B004KNMPSI/ref=dp_byline_cont_pop_book_1N).

Infatti, secondo Deepak una delle leggi fondamentali del successo è la Legge del Distacco, secondo la quale per acquisire qualcosa (qualsiasi cosa!) nell’universo fisico devi rinunciare al tuo attaccamento ad essa. Chiaramente ciò non significa dover rinunciare all’intenzione di realizzare il tuo desiderio, ma semplicemente abbandonare, lasciar andare l’attaccamento (ossessivo) al risultato. 

Pertanto, padroneggiare il disinteresse è un passo fondamentale per veder realizzati i nostri desideri.

Ma perché il distacco verso il risultato è così importante? Perché l’attaccamento ossessivo è basato sulla paura e sull’insicurezza, sentimenti limitanti e di perdita che sintonizzano la nostra realtà su una situazione mancanza impedendo così a ciò che desideriamo di realizzarsi.

Quello che conta è il desiderio, l’obiettivo, l’intenzione raggiungerlo e la fede incrollabile che lo raggiungeremo. Una fede così incrollabile che ci permetta di assaporare l’entusiasmo del desiderio già realizzato.

Se il tuo desiderio è una casa nuova, immaginati (come sarebbe) vivere già in essa, nel nuovo soggiorno sdraiata sul sofà a leggere…

Se il tuo sogno è essere un’amazzone perfetta, immaginati elegante a cavallo mentre galoppi leggiadra e sicura…

Se il tuo obiettivo è diventare uno scrittore di successo immaginati mentre elabori la tua opera, assapora il piacere di vedere il tuo libro in libreria, su Amazon, di partecipare ad eventi per presentarlo, assapora la soddisfazione di finalmente avere un reddito facendo ciò che ami. 

Definisci la tua intenzione, imposta le azioni necessarie (sii consistente inizia a scrivere il tuo best seller, vai cavallo, cerca casa) sperimenta una fede incrollabile e alla fine il tuo desiderio prenderà forma. 

Maggiore diventa la tua abilità a padroneggiare desideri, intenzioni, azioni e distacco e non solo maggiore sarà la quantità di obiettivi che raggiungerai, ma tutto ciò ti condurrà alla felicità.


In fondo anche questo è un paradosso…il paradosso della felicità per il quale: per essere felice, non dovrebbe importarti di essere felice!

Pensa alle volte in cui sei stato davvero felice nel corso della
tua vita, magari durante l’infanzia.
Ti importava allora di essere felice? In quei giorni inseguivi forse la felicità?
Sono certa che la risposta è No! Probabilmente alla felicità non pensavi nemmeno e ciò nonostante eri felice. 
Quando insegui la felicità con eccessivo attaccamento, ti sfugge, diventa un miraggio, così come accade per i desideri.
Perché entra in gioco l’ego, tua proiezione personale nel mondo, le preoccupazioni, i sentimenti di mancanza e conseguentemente la fede e la spensieratezza crollano.


Quando inizi a pensare alla ricerca della felicità, rendi la felicità una “cosa”. Ma non troverai mai quella “cosa” perché la felicità non è una “cosa”, è uno stato mentale.

Esprimi tutti i desideri che vuoi e inseguili in maniera disinteressata, senza mai legarli alla tua felicità. Evita di pensare quando sarò uno scrittore famoso sarò felice. Quando saprò montare bene a cavallo sarò felice. Quando sarò nella mia nuova casa sarò felice…La felicità e il successo arrivano proprio quando smetti di rincorrerli!


E quando ti senti triste, invece di preoccuparti, concediti qualche piacere per distrarti e smetti di pensare alla tua infelicità, perché il pensiero stesso dell’infelicità può ferirti.

DON’T WORRY…BE HAPPY


La felicità è come una farfalla: 

più la insegui, più lei ti sfugge, ma se poni attenzione su altre cose, lei verrà e si poserà dolcemente sulla tua spalla. 

Henry David Thoreau